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Il Sentiero Giugno 2019


Il Sentiero Giugno 2019

Pubblicato l’ultimo numero della rivista Il Sentiero N°6 Giugno 2019. Consultalo nel lettore PDF.

Festa della Liberazione


Festa della Liberazione

25 Aprile a San Giovanni Lupatoto
Festa della Liberazione festeggiata a San Giovanni Lupatoto in piazza Umberto davanti al monumento ai Caduti. Questo importante anniversario, che ricorda la fine della II Guerra mondiale e la Libera­zione dal regime nazi-fascista, è stato celebrato alla presenza del sindaco Attilio Gastaldello e del sindaco dei Ragazzi Alberto Scudeller.
Gastaldello ha ricordato: “La Festa del 25 Aprile è una festa di grande rilevanza, che ci ricorda il valore della libertà ed è un momento importante di unità nazionale del popolo italiano. I valori di libertà e democrazia, una volta conquistati, vanno tenuti presenti nella memoria collettiva da parte di tutti i cittadini. Valori di rispetto e considerazione tra i cittadini e nelle istituzioni, fondamento della nostra democrazia”.
Gian Fortunato Spazian

“Ciao a tutti sono Alberto Scudeller sindaco del CCRR (sindaco dei ragazzi) di San Giovanni Lupatoto.
Sono molto onorato e felice di essere stato eletto sindaco del CCRR nel marzo 2018 e di poter fare da portavoce alle proposte che consiglieri e alunni hanno elaborato.
Oggi, Festa della Liberazione, è una festa importante, che appartiene a tutti gli italiani e sono contento di essere qua con tutti voi per ricordare la fine della Guerra in Italia e l’avvio di un’epoca nuova per il Nostro Paese, culminata con la proclamazione della Repubblica e l’entrata in vigore della Costituzione.
Oggi ci è ricordato che libertà implica impegno testimoniato in gesti concreti e quotidiani come lo è per noi ragazzi del Consiglio Comunale che abbiamo l’obbiettivo di essere propositivi, concreti e cittadini attivi.
Grazie e buona festa a tutti”.

PAPA FRANCESCO SU POVERI E MIGRANTI


PAPA FRANCESCO SU POVERI E MIGRANTI

I pericoli nel mondo attuale
“Porte chiuse per i migranti a causa di meri calcoli politici” (durante la Via Crucis di venerdì 19.04.2019)
Papa Francesco, richiamandosi al discorso di Paolo VI alle Nazioni Unite indica tre ambiti prioritari per trovare un’inversione di tendenza: il primato della giustizia e del diritto, la difesa dei deboli, essere ponte tra i popoli e costruttori di pace. Tra i deboli del nostro tempo ci sono le vittime delle guerre che si combattono in diverse parti del mondo, ci sono rifugiati e migranti verso cui i Paesi poveri si mostrano più generosi e accoglienti dei Paesi del benessere. Anche i giovani, i fanciulli, le donne, i lavoratori devono essere oggetto delle nostre attenzioni.

L’Italia e Roma in particolare siano ospitali con i migranti
L’Italia e Roma in particolare siano ospitali nei confronti dei “numerosi migranti che fuggono dalle guerre e dalla miseria” e che abitano le periferie. Dobbiamo essere “città dei ponti, non dei muri”. “Sono trascorsi 45 anni da quel Convegno che ebbe per titolo: ‘Le responsabilità dei cristiani di fronte alle attese di carità e di giustizia nella diocesi di Roma’, meglio noto come il “Convegno sui mali di Roma”, ha ricordato il Papa. “Esso volle tradurre in pratica le indicazioni del Concilio Vaticano II e consentì di affrontare con maggiore consapevolezza le reali condizioni delle periferie urbane, dove erano giunte masse di immigrati provenienti da altre parti d’Italia. Oggi le periferie hanno visto l’arrivo, da tanti Paesi, di numerosi migranti fuggiti dalle guerre e dalla miseria, i quali cercano di ricostruire la loro esistenza in condizioni di sicurezza e di vita dignitosa. L’Italia e Roma in particolare sono chiamate ad affrontare questa sfida epocale: accogliere e integrare, per trasformare tensioni e problemi in opportunità di incontro e di crescita. Roma, fecondata dal sangue dei Martiri, sappia trarre dalla sua cultura, plasmata dalla fede in Cristo, le risorse di creatività e di carità necessarie per superare le paure che rischiano di bloccare le iniziative e i percorsi possibili. Questi potrebbero far fiorire la città, affratellare e creare occasioni di sviluppo, tanto civico e culturale, quanto economico e sociale. Non si temano la bontà e la carità! Esse sono creative e generano una società pacifica, capace di moltiplicare le forze, di affrontare i problemi con serietà e con meno ansia, con maggiore dignità e rispetto per ciascuno e di aprirsi a nuove occasioni di sviluppo”.