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Il Sentiero Marzo 2021


Il Sentiero Marzo 2021

Pubblicato l’ultimo numero della rivista Il Sentiero N°3 marzo 2021. Consultalo nel lettore PDF.

Ca’ del Bue, flash mob sotto la pioggia


Ca’ del Bue, flash mob sotto la pioggia

Un’ottantina di partecipanti ha sfidato domenica 7 febbraio la pioggia e il vento per partecipare, al flash mob organizzato in piazza Umberto I dal gruppo Fare Verde contro l’impianto di smaltimento dei rifiuti di Ca’ del Bue, che si teme possa ridiventare inceneritore, e le sue varianti di ampliamento approvate dal Regione senza sottoporle a Valutazione di impatto ambientale.
Ricordiamo che la prima di queste varianti riguarda la digestione anaerobica (da cui San Giovanni Lupatoto, che si trova sottovento, teme la puzza da uova marce) e la seconda prevede l’essiccazione (con le correlate emissioni di polveri e altre sostanze).

Come detto al flash mob erano presenti circa 80 “volenterosi” che, ombrello in una mano e il cartello di protesta nell’altra, hanno simbolicamente manifestato contro l’impianto delle basse di San Michele che dista dalla piazza centrale lupatotina, poco più di 1500 metri (mentre dalle prime case del paese, situate in via Porto, i metri di stanza sono meno di 900 metri).
“Diciamo un no nettissimo all’inceneritore, soluzione finale alla quale si vuole indirizzare l’impianto di Ca’ del Bue, che è unicamente mirato a bruciare i rifiuti anziché riciclarli come risorsa, quale essi sono” ha detto Gualtiero Mercanti, portavoce di Fare Verde. “Soltanto noi in Italia abbiamo maldestramente interpretato la normativa europea allargando il sostegno Cip6 alla combustione dei rifiuti”.

E’ quindi intervenuto il sindaco Attilio Gastaldello che illustrato le due strade che il Comune intende percorrere contro Ca’ del Bue.
“Questa manifestazione è importante perché ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza sull’azione dell’amministrazione che è contraria all’inceneritore ma sta cercando anche, per il problema dei rifiuti e del loro smaltimento, strade diverse che sostanzialmente mirano alla gestione integrata e al riciclo”.
“La battaglia legale che il comune conduce da oltre trent’anni contro Ca’ del Bue non ha portato a risultati concreti e la dimostrazione è che dopo quasi 35 anni siamo ancora qui al parlarne” ha dichiarato Gastaldello. “Ci sono altre vie da percorrere per togliere l’innesto al fuoco di Ca’ del Bue che non sono quelle della contrapposizione e dello scontro frontale, e questa amministrazione comunale ci sta lavorando sommessamente da quattro anni. E’ la strada dell’accordo tra i Bacini provinciali dei Rifiuti, che devono individuare concordemente una soluzione per la gestione dei rifiuti e per il loro riciclo e smaltimento attraverso gli impianti del territorio e proporla alla Regione”,
“Gli slogan ostili non servono a nulla, saranno forse utili alla campagna elettorale ma non conducono a soluzioni concretamente applicabili al problema che vanno in messe in pratica con l’aiuto di tutti e l ‘impegno di ogni cittadino” ha aggiunto il primo cittadino lupatotino.
Renzo Gastaldo

Nel flash mob non si è registrata soltanto la protesta di Fare Verde ma anche la provocazione venuta dal Comitato contro Ca’ del Bue.
Il portavoce del Comitato, Paolo Pasqualini, e Francesco Zambelli, componente del medesimo comitato, recavano infatti due cartelli con le seguenti scritte: “Sindaco perché non attacchi Sboarina su Ca’ del Bue?” (Pasqualini) e “Sindaco vai subito da Zaia contro Ca’ del Bue!”(Zambelli).
“A nostro parere non è condivisibile che il sindaco approcci in maniera troppo negoziatrice e arrendevole questo problema che è vitale per il futuro della comunità lupatotina” ha commentato a margine del flash mob Pasqualini.
“Gastaldello doveva e dovrebbe inchiodare alle sue responsabilità su Ca’ del Bue il sindaco di Verona Sboarina” ha aggiunto Pasqualini. “Inoltre dovrebbe chiedere urgentemente un incontro al presidente Zaia per evidenziargli i pericoli potenzialmente mortali che arriveranno per la nostra cittadina dall’essere stretta fra due inceneritori, Ca’ del Bue quello futuro di San Martino, due discariche, Ca’ Bianca e Ca’ Vecchia, e due strade di alto scorrimento come autostrada e ss434 e due grandi fonderie a Vallese”.

R.G.